SINDACATI off -limits

Pubblicato il da Lo spirito e l'anima

Traspare una certa contraddizione nel ruolo dei sindacati .

I loro segretari che nei comizi invitavano alla lotta contro il potere economico e criticavano i politici per atteggiamenti non sempre in linea con le richieste loro,alla fine,cioè quando sono stati dimessi per scadenza mandato,si sono inseriti dentro

la politica.cioè sono passati dalla parte che fino a poco tempo prima criticavano.

Personalmente Bologna ha visto la meteora COFFERATI che nei 4 anni di sindaco NON ha lasciato una traccia indelibile perche quando è stato proposto come Europarlamentare si è dovuto presentare nel collegio di GENOVA.

Quello che invece è certo è che nei 4 anni di permanenza nella città di Bologna si è portato a casa qualcosa come 450 mila euro ;infatti il sindaco di Bologna è quello più pagato d'Italia solo dopo quello di Milano ma con un milione e mezzo di abitanti effettivi in meno .

Prima di lui altri sindacalisti come segreteri della propria confederazione lo hanno preceduto in parlamento:Vorrei ricordare LAMA,TRENTIN,MARINI,BENVENUTO,D'ANTONI..sul quale c'è stata una nota di un quoridiano che si interrogava nei tempi percorsi trà il lavoro e la pensione con all'interno una laurea,nel senso che i tempi non coincidevano proprio..

Quindi alla fine,quando si solleverà il coperchio,ci saranno delle sorprese.

Chiese le grandi fabbriche delocalizzate quelle medie sono rimaste quelle piccole dove non sempre gli operai stessi si riconoscono:di fatto i sindacati oggi si reggono su i pensionati e su gli statali .

Con tutto quello che negli ani hanno fatto passare smontando un pezzo alla volta le conquiste fatte nei durissimi anni settanta hanno perso la loro credibilità.

L'articolo dicitto è l'ultimo atto sul quale sanno che dovranno tenersi aggrappati ma non perche  hanno deciso che dev'essere mantenuto ,ma perchè perso quello loro non esisteranno più.

E solo questione di tempo.

Il miliardo di  ore di cassa integrazione dello scorso anno e i 360 milioni nei primi tre mesi di quest'anno,evidenziano più che mai lo stato di precarietà esistente e conseguenzialmente lo sfilacciarsi di ogni tipo di rapporto esistente tra la base lavorativa e quella che dovrebbe garantire lo stato dei diritti.

Alitalia prima e Fiat dopo ne sono una realtà incontrovertibile.

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