Prove di guerra

Pubblicato il da Lo spirito e l'anima

Come già sapete l'Africa del nord è una polveriera sempre più devastante e sempre più lasciata sola sempre che non ci siano delle ricchezze del sottosuolo o che sia strategicamente e militarmente importante.

Lo scorso anno,dopo la Tunisia,l'Algeria,Egitto e Libia e quest'anno con Siria,Mauritania e Mali.

Nello stesso momento in cui l'Euro andava in crisi,l'Africa ne subiva le conseguenza .

Le ragioni sono molteplici e sicuramente il link di riferimento è molto più esaustivo,però vale la pena ricordare che

come al solito,la priorità e per quei paesi di cui dispongono di ricchezza e di energia ad essere i primi nella lista degli aiuti militari.

Dopo di cio e lo vediamo dalla scarsa informazione,cade un silenzio di tomba

Per esempio non si conosce esattamente cosa sta succedendo in Libia,cosa sta succedendo in Sudan,Come si aiutano le popolazioni sotto assedio della Mauritania.

Ma come al solito il ragionamento  o meglio la situazione NON ci tocca un pò perche distante e un pò perche alla fine sono popoli che hanno nella guerra una loro via di fuga e che ciclicamente fa la sua comparsa.

Forse.

Eppure anche nella ex Jugoslavia le truppe ONU sono divenute stanziali e lo sono perchè la miccia etnica non si è ancora spenta e nel momento in cui queste forse internazionali se ne andranno tutto ritornerà come prima se non peggio di prima.

L'Italia in tutto questo è circondata.

Spinte che arrivano dal sud e dall'est sempre più forti.

La tenuta dell'immigrazione,lo sappiamo tutti,è fallita e non c'è una linea politica in questo senso ; ma d'altronde potremmo vedere la situazione diversamente quando non c'è neppure la sicurezza dei cittadini italiani per tutela e diritti?

La guerra non è cosi lontana.

Le immagini ,come avrete certamente notato,vivono un'alternarsi nei momenti in cui il potere è in crisi:

Inviando immagini forti comunica in qualche maniera di stare calmi,perche dopo loro ci potrebbe essere questo.

Ma l'Italia è già in guerra: una guerra fatta di quotidianità,di ammazzamenti all'interno delle famiglie o su i pianerottoli di casa o all'aperto per racorimrabbie,mancanza di sicurezza economica ,disastri sociali,problemi legati al mondo del lavoro,pressioni fiscali,mancanza di prospettive.

Si è vero c'è gente che si preoccupa di dove potrà andare in vacabza ,o di quelli che cercano il distributore di benzina per pagare meno,o di quelli che continueranno ad andare al ristorante,ma tutto questo non cambia e NON può arrestare l'onda sempre più gigantesca che ci sta sommergendo.

Se e lo già scritto,la politica economica e sociale di questo paese non cambiera integralmente rotta,il nostro percorso nel silenzio dovrà per forza di cose scontrarsi con questi signori .

Vogliamo forse sostenere il contrario?

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