I soldi subito e fuori le imprese collegate

Pubblicato il da Lo spirito e l'anima

Facciamo un pò di conti

In un primo tempo le stime si aggiravano su i due miliadri di euro:ieri sono diventate tre e ,guarda a caso,il ministro dell'ambiente,cioè colui che ha continuato a non voler sentire ragione per le perforazioi in zona alla ricerca del gas,ha annunciato che i tempi per la messa in sicurezza del territorio non saranno inferiori hai 15 anni.

Intanto si stanno raccogliendo fondi e sicuramente ne arriveranno molti e come già si è visto in passato,tutta questa montagna di soldi per la ricostruzione farà gola a molti se poi la moltiplichiamo per il numero degli anni,sicuramente ne vedremo delle belle.

Non lo scrivo tanto per ma in questo paesebasta scorrere indietro nei tempi per vedere e capire con'è andata a finire  quando i riflettori mediatici si sono spenti su quelle città o paesi che hanno avuto un sisma.

L'unica cosa che è rimasta a testimonanza di quel tragici eventi sono le addizzionali che sono state messe di volta in volta e che non sono mai state tolte sui prodotti di autotrazione.

Allora perchè non fare un piano serio e subito per le zone devastate con i soldi che già sono stati stanziati per un opera inutile quanto la TAV in Val di Susa?

Se i soldi ci sono non bisogna stanziarli e riprogrammare di volta in volta con il rischio di lasciare fuori qualcuno o di fare solo un favoritismo all'amico dell'amico o ai proseliti di partito.

Le aziende devono ripartire e le case devo essere messe in sicurezza o abbattute e iniziare da subito una mappatura idrogeologica senza risparmiare e con persone idonne e non solo con quelle televisive,che possano dare indicazione se non certe sicuramente più sicure per predisporre questi paesi per il futuro.

Tutto questo però dovrà essere fatto con una nuova  ed efficente classe politica che avrà come priorità il cittadine nel suo ambiente compatibilmente con l'impiego e lo sviluppo dell'occupazione.

Non bisogna dimenticare che il rischio di perdita di commesse è reale e che le banche stringeranno sempre di più la possibilità di accedere al credito alle aziende in difficoltà

 

 

 

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